Lirica post moderna apotropaica

Ultimamente non c’è una cosa, una sola, che vada per il verso giusto, bene.
Questa brezza di sfiga che scompiglia i miei capelli e le mie giornate non ha investito solo me, ma anche una mia cara amica con cui, in collaborazione, abbiamo scritto questo sonetto apotropaico per cercare di allontanare l’influsso malefico dell’ignoto individuo che ci ha scelto come oggetto delle sue mavarìe.

corno

 

Lirica post moderna apotropaica

Oh Tu!
Maledetto o maledetta,
iettatore o iettatrice,
figlio o figlia di meretrice,
la tua malvagia maledizione
è senza spiegazione.

Ma di una cosa sono certa:
come un boomerang
indietro ti tornerà
e la testa ti fracasserà.

E se solo ci riprovi,
copri bene i tuoi coglioni.
Con un calcio assestato,
io ti lascio senza fiato.
Puoi piangere e chiamare Gesù,
ma di far figli non se ne parla più.

Se invece sei una maledetta,
scappa su, ma proprio in fretta,
che se afferro i tuoi capelli
te li tingo coi pastelli.

E per finire ascolta bene
quali saranno le tue pene:
tra atroci sofferenze
le mensili tue scadenze
a uno straccio ti ridurranno 
in memoria del tuo danno.

Fine.


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